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Storia

VILLA BRACCI nasce in un contesto suburbano fatto di campagna coltivata e di Ville della nobiltà fiorentina già dal ‘400. col suo parco ha una grosso potenziale per la sua posizione strategica rispetto al territorio, per la vicinanza con la città, l’importanza storica del sito, nonché la particolarità della struttura. Infatti presa a sé stante VILLA BRACCI rappresenta un singolarità tra le ville di piccole dimensioni a Firenze; essa nasce con gli ingegni e le strategie architettoniche, il concetto di stupore che era proprio della famiglia dei Medici, e molti maestri d’arte impegnati per la costruzione di Pratolino, Boboli lavoreranno per la realizzazione di questa Villa. Acquistata la Villa nel 1503, l’abate Antonio Bracci fece decorare il giardino, come hortus conclusus, da uno dei più giovani allievi del Giambologna.  Nel 1575 l’abate Bracci stipulò col Francavilla l’accordo per la realizzazione delle sculture per il giardino raffiguranti Apollo, Diana, Cerere, Bacco, Flora, Zefiro, Pomona, Vertumno, Pan, Siringa, Proteo e Natura.

Le statue sono state acquisite nel 1750 da Federico, principe di Galles, due delle quali oggi sono al Victoria and Albert Museum di Londra, mentre le altre sono al Castello di Windsor, evocatrici di riti pagani propiziatori per il fecondo rigoglio della terra. Le statue per il giardino di Rovezzano dovevano essere collocate all’interno di nicchie costruite appositamente. Le sculture sono elencate dallo storiografo Baldinucci che scriveva: “Pietro dunque, che altro non desiderava che gloria, messesi con istraordinario fervore ad operare in quella villa, e condusse per lo giardino numero… statue tonde: il sole e la luna, alle quali fu dato luogo al primo ingresso: la dea Cerere e il dio Bacco, per le sementa e il vino: una Flora e uno Zafiro, per lo germogliar de’ fiori: Pomona e Vertumno, per la produzione de’ pomi e per gli orti: Pane e Siringa per le selve; la Natura che rimase nel cortile della casa di Firenze”. Villa Bracci rimane un po’ fuori mano, nascosta nel verde ai piedi  delle pendici di Settignano.
 

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Oggi

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Il Centro Sociale Anziani “Villa Bracci” è un centro polivalente democraticamente gestito da otre 800 soci, con un suo statuto e regolamento, rivolto a tutte quelle attività che possono dare mobilità, distrazione,  divertimento a tutti i partecipati del Q2.
Nei primi tempi venivano svolte alcune attività di semplice socializzazione quale giochi da tavolo e incontri conviviali con altri centri, con il passare del tempo, a Villa Bracci si svolgono le seguenti attività:

 

•Corsi di ginnastica dolce per insegnare posture e mantenere fluidi i muscoli del corpo elle persone meno attive


•Due volte a settimana un'infermiera in pensione tiene sotto controllo i nostri soci

•Una volta a settimana viene una pedicure professionista

•Ci sono 12 postazioni attrezzate con cui si fanno corsi di computer, svolti da non professionisti che in parole non tecniche daranno l’opportunità a  chiunque di entrare nel  mondo dell’informatica.


•C’è la possibilità con il Paas dato dal Comune di effettuare collegamenti internet gratuiti, opportunità per scaricare e ottenere contatti con Amministrazioni Pubbliche.


•Ci sono dei soci che gestiscono una biblioteca ed organizzano incontri e gite culturali nei dintorni (a piedi) sulla storia di Firenze.


•Ci sono 270 orti, assegnati dal Q2 e coltivati da soci, inoltre sono stati assegnati orti ad associazioni di autistici e disabili.


•Vengono periodicamente patronati e sindacati per dare informazioni e opportunità per qualunque esigenza dei pensionati.


•Con orchestra dal vivo, con un piccolo contributo, si balla tutti i giovedì e le domeniche, in modo che i nostri soci abbiano la possibilità di fare movimento e socializzare in allegria.


•Si organizza nel mese di maggio una grande festa del Volontariato con la misericordia di Settignano.


•Tutti gli anni nel mese di agosto organizziamo con il contributo del comune di Firenze l’ ”Agosto Anziani”, rivolto a quelle persone del Q2 che in quel mese rimangono soli od hanno difficoltà. Questi vengono presi con un pulmino e nel centro vengono intrattenuti con passatempi e giochi, viene loro dato un pasto e nel tardo pomeriggio riaccompagnati a casa.

 


Non solo: si organizzano conferenze e dibattiti aperti a qualunque tema, sociale e culturale, si organizzano e si fanno gemellaggi con altri centri della Toscana o Nazionali.
Siamo aperti a qualunque altra iniziativa, ricordando a tutti che il volontariato è un dono sociale che ci permette di acquisire esperienze ed arricchire il nostro animo.