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Storia

VILLA BRACCI nasce in un contesto suburbano fatto di campagna coltivata e di Ville della nobiltà fiorentina già dal ‘400. col suo parco ha una grosso potenziale per la sua posizione strategica rispetto al territorio, per la vicinanza con la città, l’importanza storica del sito, nonché la particolarità della struttura. Infatti presa a sé stante VILLA BRACCI rappresenta un singolarità tra le ville di piccole dimensioni a Firenze; essa nasce con gli ingegni e le strategie architettoniche, il concetto di stupore che era proprio della famiglia dei Medici, e molti maestri d’arte impegnati per la costruzione di Pratolino, Boboli lavoreranno per la realizzazione di questa Villa. Acquistata la Villa nel 1503, l’abate Antonio Bracci fece decorare il giardino, come hortus conclusus, da uno dei più giovani allievi del Giambologna.  Nel 1575 l’abate Bracci stipulò col Francavilla l’accordo per la realizzazione delle sculture per il giardino raffiguranti Apollo, Diana, Cerere, Bacco, Flora, Zefiro, Pomona, Vertumno, Pan, Siringa, Proteo e Natura.

 ORIGINI di VILLA BRACCI
Il nucleo di Villa Bracci è della seconda metà del Trecento: era un palagio  (=palazzo) fortificato, circondato da campi ed orti, vicino al torrente Mensola. Per questo in epoca medievale era chiamato “Palagio di Ponte a Mensola”.
Nel Trecento il tracciato di Via del Guarlone, su cui si affaccia Villa Bracci, esisteva già, e coincideva più o meno col tracciato attuale.
I primi proprietari del Palagio di Ponte a Mensola (oggi Villa Bracci) furono i Busini, che in via del Guarlone possedevano anche il Palagio di Mezza Via, più spostato verso Varlungo.
Dopo vari passaggi di proprietà passò ai Gherardi, influenti proprietari della zona (vedi Poggio Gherardo o de’ Gherardi), per essere venduta alla fine a Zanobi Bracci poco dopo la metà del 1500. 

L’ABATE BRACCI e il GIARDINO SEGRETO
L’abate Antonio Bracci divenne proprietario della villa verso il 1570:    era botanico, naturalista e collezionista d’arte e decise di abbellire e ristrutturare la proprietà, costruendo un sistema di pozzi e condotti idrici all’avanguardia, realizzando un “giardino segreto” con “molti frutti e piante rare” e commissionando 15 sculture allo scultore Pietro Francavilla, la maggior parte delle quali da inserire nel giardino.
Erano gli stessi anni nei quali il Granduca Francesco I dei Medici faceva realizzare al Buontalenti e al Giambologna  la Villa di Pratolino, con grotte artificiali, giochi d’acqua, statue e automi. 
Antonio Bracci, per fare il giardino segreto  e gli altri lavori, impiegò specialisti che già lavoravano a Pratolino, tra cui un capo giardiniere, idraulici e lo scultore Francavilla, braccio destro del Giambologna. 

LA SORTE delle STATUE                    
Il giardino segreto fu terminato nel 1600. Le statue di marmo, collocate in nicchie, si ispiravano ai principi che reggono l’universo: terra, aria, acqua, fuoco. C’erano Apollo e Diana, simboli di Sole e Luna, Cerere per il grano e Bacco per il vino, Flora e Zefiro per il germogliare dei fiori, Pomona e Vertumno per i frutti, Pan e Siringa per i boschi, Proteo e Natura per evocare le forze del mutamento e della vita, infine Venere. Un’altra statua di Bacco, in pietra grigia, fu posta al centro della vigna, dove è ancor oggi, molto rovinata. 
L’impianto idraulico per gli orti, la vigna e il giardino si avvaleva di una potente tromba, che pompava grandi quantità di acqua, utilizzata anche per gli “scherzi”. Il più grande dei pozzi, dopo i lavori di restauro, rifornisce tuttora gli orti, dopo oltre 400 anni. 
Purtroppo nel 1751 le statue del Francavilla vennero vendute in blocco al Principe di Galles: per Villa Bracci iniziava la decadenza.

VILLA BRACCI ATTUALE
Agli inizi dell’Ottocento Villa Bracci venne ereditata dai Guazzesi, poi, agli inizi del Novecento passò ai Del Campana e da questi al Comune di Firenze.
La parte di Villa Bracci con accesso da Via del Guarlone è stata per vari anni sede dell’Opera Sordomuti, poi ha ospitato fino ad epoca recente l’Istituto Professionale Alberghiero Aurelio Saffi, e attualmente è vuota e in attesa di destinazione. 
La parte di proprietà con accesso dallo Stradone di Rovezzano e i terreni intorno al giardino sono stati suddivisi, nel corso degli anni ’80, in piccoli orti, che vengono assegnati, in un riuscito esperimento sociale, ai pensionati del Centro Sociale per Anziani. L'attività degli orti continua ancora, dopo  oltre trent'anni, affiancata da moltissime altre proposte di socializzazione portate avanti dai volontari del Centro. 

Le statue sono state acquisite nel 1750 da Federico, principe di Galles, due delle quali oggi sono al Victoria and Albert Museum di Londra, mentre le altre sono al Castello di Windsor, evocatrici di riti pagani propiziatori per il fecondo rigoglio della terra. Le statue per il giardino di Rovezzano dovevano essere collocate all’interno di nicchie costruite appositamente. Le sculture sono elencate dallo storiografo Baldinucci che scriveva: “Pietro dunque, che altro non desiderava che gloria, messesi con istraordinario fervore ad operare in quella villa, e condusse per lo giardino numero… statue tonde: il sole e la luna, alle quali fu dato luogo al primo ingresso: la dea Cerere e il dio Bacco, per le sementa e il vino: una Flora e uno Zafiro, per lo germogliar de’ fiori: Pomona e Vertumno, per la produzione de’ pomi e per gli orti: Pane e Siringa per le selve; la Natura che rimase nel cortile della casa di Firenze”. Villa Bracci rimane un po’ fuori mano, nascosta nel verde ai piedi  delle pendici di Settignano.
 

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Oggi

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Il Centro Sociale Anziani “Villa Bracci” è un centro polivalente democraticamente gestito da otre 800 soci, con un suo statuto e regolamento, rivolto a tutte quelle attività che possono dare mobilità, distrazione,  divertimento a tutti i partecipati del Q2.
Nei primi tempi venivano svolte alcune attività di semplice socializzazione quale giochi da tavolo e incontri conviviali con altri centri, con il passare del tempo, a Villa Bracci si svolgono le seguenti attività:

 

•Corsi di ginnastica dolce per insegnare posture e mantenere fluidi i muscoli del corpo elle persone meno attive


•Due volte a settimana un'infermiera in pensione tiene sotto controllo i nostri soci

•Una volta a settimana viene una pedicure professionista

•Ci sono 12 postazioni attrezzate con cui si fanno corsi di computer, svolti da non professionisti che in parole non tecniche daranno l’opportunità a  chiunque di entrare nel  mondo dell’informatica.


•C’è la possibilità con il Paas dato dal Comune di effettuare collegamenti internet gratuiti, opportunità per scaricare e ottenere contatti con Amministrazioni Pubbliche.


•Ci sono dei soci che gestiscono una biblioteca ed organizzano incontri e gite culturali nei dintorni (a piedi) sulla storia di Firenze.


•Ci sono 270 orti, assegnati dal Q2 e coltivati da soci, inoltre sono stati assegnati orti ad associazioni di autistici e disabili.


•Vengono periodicamente patronati e sindacati per dare informazioni e opportunità per qualunque esigenza dei pensionati.


•Con orchestra dal vivo, con un piccolo contributo, si balla tutti i giovedì e le domeniche, in modo che i nostri soci abbiano la possibilità di fare movimento e socializzare in allegria.


•Tutti gli anni nel mese di agosto organizziamo con il contributo del comune di Firenze l’ ”Agosto Anziani”, rivolto a quelle persone del Q2 che in quel mese rimangono soli od hanno difficoltà. Questi vengono presi con un pulmino e nel centro vengono intrattenuti con passatempi e giochi, viene loro dato un pasto e nel tardo pomeriggio riaccompagnati a casa.

 


Non solo: si organizzano conferenze e dibattiti aperti a qualunque tema, sociale e culturale, si organizzano e si fanno gemellaggi con altri centri della Toscana o Nazionali.
Siamo aperti a qualunque altra iniziativa, ricordando a tutti che il volontariato è un dono sociale che ci permette di acquisire esperienze ed arricchire il nostro animo.